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martedì 28 maggio 2013

Tosse che fastidio

Cambio di stagione e sbalzi di temperatura sono tutte possibili cause per la comparsa di una fastidiosa tosse.
Ecco di seguito alcuni rimedi della nonna.

Miele, limone e rum
Un ottimo rimedio della nonna per alleviare la tosse, è quello di usare miele, limone e rum.
Questi ingredienti devono essere riscaldati lentamente..
Mettere il succo di due limoni in una pentola;
Aggiungere 1/4 di tazza di miele e portare ad ebollizione;
Mischiare il limone e il miele e lasciarli raffreddare per qualche minuto;
Aggiungere un cucchiaino di rum!!

Potete prenderne un cucchiaio alla volta "puro" oppure lo potete aggiungere in una tazza di te caldo!!

Se siete astemi, allora potrete usare latte e cipolla:
Latte e cipolla
bollire in un po' di latte con qualche fetta di cipolla, filtrare e bere caldo;
l’aggiunta di un po’ di miele, renderà l’intruglio decisamente dolce e piacevole.

Tè ai chiodi di garofano
Il tè ai chiodi di garofano è un ottimo rimedio per raffreddore e tosse, sia bevuto sia inalandone i vapori provocati dall'acqua bollente.
Aggiungere all'acqua per il té alcuni chiodi di garofano.

Sciroppo di aglio
Prendere due teste d’aglio, acqua e 250 gr di fruttosio (per coprire il sapore sgradevole). Iniziare a scaldare una pentola con dentro acqua e fruttosio. Poco dopo aggiungere le due teste d’aglio pulite e schiacciate: non appena l’acqua inizia a bollire, spegnere il fornello e filtrare il tutto con un passino all’interno di una bottiglietta. Con un paio di cucchiai al giorno potrete dire addio alla tosse grassa. 

Sciroppo di rape
Tagliare a fettine la rapa e porre uno strato di rapa in uno scolapasta aggiungere dello zucchero.  Proseguire in questa maniera fino a termine della rapa.
Lasciare riposare per tutta una notte.

Dal mattino seguente bere mezzo bicchiere del succo così ottenuto.

Se siete giù di morale per la tosse, mangiate la cioccolata.
Il National Heart and Lung Institute di Londra avrebbe dimostrato come l'efficacia della teobromina (sotanza contenuta nella cioccolata) sia addirittura del 33% superiore rispetto ai farmaci a base di codeina solitamente utilizzati come terapia contro la tosse. 
Unico lato negativo?  La quantità di cioccolato da assumere: una tavoletta (l'articolo non esplicita quanto la tavoletta dev'essere pesante) al giorno!

giovedì 16 maggio 2013

Gita fuori porta - Visita alla Sacra di San Michele

L’elemento peculiare della Sacra di San Michele è la sua posizione alla sommità del monte Pirchiriano (alt. 962 metri s.l.m.). Pirchiriano è il nome antichissimo del monte, forma elegante di Porcarianus o monte dei Porci, analogamente ai vicini Caprasio, o monte delle Capre, e Musinè o monte degli Asini. Il monte vede la presenza di insediamenti umani fin dai tempi preistorici. Per la sua posizione strategica questo luogo era già stato scelto dai romani per costruirvi le prime postazioni difensive ampliate poi dai Longobardi; nel corso del X secolo per iniziativa di un piccolo gruppo di eremiti, guidati da Giovanni Vincenzo, vengono costruite le prime cappelle e la fama di santità di Giovanni comincia ad attirare un certo afflusso di fedeli. Dobbiamo a un ricco signore d'Alvernia (il Conte Ugo di Montboissier) l'ingente investimento necessario a realizzare il monastero che costituisce il nucleo essenziale di questa stupefacente struttura. Il Conte, recatosi a Roma per chiedere indulgenza a Papa Silvestro II, dovette, a titolo di penitenza, scegliere fra un esilio di 7 anni o l'impresa di costruire un'abbazia! (chissà cosa aveva combinato per una penitenza tanto dura!!!!). L'abbazia nasce dunque sul finire del sec. X come espressione delle istanze di salvezza che attraversano il mondo cristiano e nel pieno della cultura del pellegrinaggio. Il secolo XII segna il culmine della potenza della comunità abbaziale, ricca di numerosissimi possedimenti che spaziano in vari parti d’Europa. Alterne vicende avviano la comunità ad un graduale declino fino alla soppressione del centro monastico decretato da Gregorio XV nel 1622. La svolta radicale arriva invece alla fine del secondo millennio, quando negli anni '90 la Regione decide di fare della Sacra il Monumento simbolo del Piemonte e ne finanzia sostanziali lavori di restauro.

Entusiasta di avere questo monumento storico a “2 passi” da casa decido di andarlo a visitare. Navigando su internet scopro che c’è la possibilità di raggiungere la Sacra attraverso la vecchia mulattiera. Un sentiero che parte dal centro di San Ambrogio Torinese e si inerpica sulla montagna fino a raggiungere la vetta. Il tempo di risalita viene indicato in 1ora e 45 minuti. Finalmente c’è una giornata di pallido sole e decido di  prendere la macchina e partire.  Arrivo a San Ambrogio un paese molto carino, che l’autostrada Torino-Susa ha tagliato fuori dal mondo. Parcheggio la macchina in un parcheggio
immenso ed è l’unica vettura presente. Scatto una foto della mia meta che potete vedere qui di fianco. In paese ogni persona che incontro mi saluta amichevolmente quasi stupiti di vedere in forestiero. Tappa per un caffè, chiedo indicazioni su dove imboccare il sentiero e parto con tutta la voglia di godermi il sole, la natura e lo stupendo paesaggio. Mi aspetta un dislivello di 600 metri, deciso di non strafare ed iniziare con un’andatura lenta. Lungo il sentiero  non incontro molto persone, ma con quelle poche è sempre un piacere avere uno scambio di battute. Tra le altre cose sono stato superato da un “nonnino” del posto che aveva un andatura davvero elevata, mi ha subito ispirato simpatia e gli ho fatto i complimenti per la forma fisica. A mano mano che salgo si apre la vista sulla valle di Susa, è una vista davvero incantevole.

A circa metà strada voglio rifotografare la mia meta, questa volta scelgo il bianco e nero. La foto che viene è davvero suggestiva.

Per fortuna lungo il sentiero sono presenti diverse fontane che mi consentono di riempire con acqua fresca la borraccia. Dopo 1 ora e mezza arrivo al Sacra di San Michele. Qui ci sono molto turisti che sono arrivati direttamente in macchina che si godono la vista e visitano il monumento. Quando mi vedono arrivare stanco e sudato molti sono stupiti, qualcuno osa di più e mi pone le domande “perché non sei venuto in macchina?” oppure “chi te la fatto fare?”. Io rispondo che per me è più importante il “viaggio” che non l’arrivo. Durante il viaggio, fatto a passo lento, posso vedere e percepire molto più cose, molte più sensazioni che viaggiando in macchina. Molti non comprendono appieno il senso, però qualcuno si sbilancia e dire che vuole provare, chissà…
Questa volta scatto la foto “inversa”: il piazzale immenso con il puntino bianco parcheggiato è la mia macchina…

Un ultima foto alla vista che si può apprezzare in cima al monte (a sinistra) e poi incomincio la discesa . La strada del ritorno è molto meno faticosa e procedo con andatura sostenuta. In meno di un’ora sono di nuovo a San Ambrogio. Arrivo alla macchina e mi volto un’ultima volta indietro a guardare la Sacra di San Michele, la vedo quasi come un faro. Durante la mia salita è stata il punto di riferimento allora un CIAO è doveroso ed eccomi di nuovo in macchina stanco, ma soddisfatto a programmare la mia prossima gita fuori  porta.
Non importa dove andate: sull’Everest o sulla collina vicino a casa vostra, l’importante e che lo facciate con lo spirito aperto di colui che vuole osservare il mondo in modo diverso e non sempre e per forza viaggiando a 130 KM/h.
Alla prossima avventura…




sabato 11 maggio 2013

Auguri Mamma!



Mamma: due sillabe per un nome così semplice da pronunciare;
due sillabe che racchiudono in sé quanto più di armonioso si possa desiderare.

Il tuo amore, mamma, ha una garanzia illimitata;
il tuo amore è ineguagliabile, indescrivibile…
il tuo amore è speciale.


So che mi sei e mi sarai vicina..sempre..

Auguri mamma...


[Amica di mammuzza]

venerdì 10 maggio 2013

Salvaspesa: i flaconcini nasali

Ho deciso di iniziare una serie di post dedicati ai dei modi semplici per riuscire a risparmiare qualcosina.

Il primo fra tutti è dedicato ai flaconcini nasali.
I flaconcini nasali sono piccole boccettine sterili (ma servono veramente sterili per il lavaggio del naso?) di plastica, quasi sempre da 5 ml, contenenti sale da cucina e acqua purificata .  Eh sì avete letto bene, acqua con sale da cucina.

Vengono utilizzati per la pulizia del naso: si installano alcune gocce del liquido contenuto nel nasino del nostro pupo e poi si procede con la pulizia.  Obiettivamente aiutano parecchio.

Unico lato negativo: il costo.
Al supermercato se ne trovano di diversi prezzi, ma mediamente vanno dai 3,90€ per 20 flaconcini ai 8/9€ per 30.
Considerato che i flaconcini sono nient'altro che acqua e sale; il prezzo,a mio parere, è decisamente eccessivo.


Per questo motivo ho deciso di procedere in altra maniera:  ho comprato la soluzione fisiologica in boccetta da 250 ml in farmacia (1,10€) e le siringhe (10 siringhe da 5 ml, 1,39€ alla Coop).


  1. Aspiro con la siringa la soluzione direttamente dalla bottiglietta di vetro (la trovate sterile in quanto utilizzata anche per l'iniezione in endovena)
  2. Tolgo l'ago dalla siringa
  3. Inserisco sulla siringa il proteggi nasino (ricevuto in qualche pacco omaggio durante la gravidanza, ma assolutamente non necessario)
  4. Procedo con la pulizia (che a questo punto è come se avessi il flaconcino nasale)






Ora facciamo due calcoli:
Soluzione 1: uso dei flaconcini soluzione fisiologica monodose
Una confezione da 20 flaconcini  da 5 ml costa mediamente 4 €, che corrispondono a 40€ al litro (un po' caro per acqua e sale!)

Soluzione 2: soluzione fisiologia in boccetta di vetro da 250 ml (se ne trova anche in boccette da 500 ml e il risparmio è maggiore).
La soluzione costa 1,10€ per 250 ml, ossia 4,40 € al litro.   A questi si aggiunge il costo di una siringa (ovviamente la prima volta): 0,14€

Ovviamente preparare in casa la cosiddetta soluzione salina che consiste nello sciogliere in mezzo litro di acqua 4,5 g di sale (ossia due cucchiaini), avrebbe un costo praticamente nullo.







martedì 7 maggio 2013

12 maggio 2013 - festa della mamma

Evviva! La mia prima festa della mamma....

Quale miglior regalo se non quello di svolgere il nostro primo lavoretto insieme?
L'idea mi è stata fornita dal regalo di una nostra coppia di amici: un kit completo per immortalare l'impronta di manine e piedini dei nostri angeli.

Questo kit è acquistabile presso le catene di negozi dedicate all'infanzia.

Ma se non volete spendere, vi suggerisco dei modi alternativi per riuscire comunque ad avere i vostri quadretti.

Il primo è l'uso della pasta al sale - ottima pasta modellabile, semplice da preparare.  Il lato negativo è che, essendo presente il sale, la pasta presenta un granularità non indifferente (non è liscia) e poi (se non vengono utilizzati prodotti specifici) teme l'umidità e col tempo rischia di rovinarsi.
Questa pasta richiede la cottura.


Di seguito vi riporto alcune ricette che si trovano in rete:

Ingredienti #1: 1 tazza di farina - 1/2 tazza di acqua - 1/2 tazza di sale
Ingredienti #2: 3/4 tazza di farina - 3/4 tazza di amido di mais 2/3 tazza di sale 2/3 tazza di acqua
Ingredienti #3: 1 tazza di sale da tavola - 1 tazza di farina - 1/2 tazza di acqua
Ingredienti #4: 3 tazze di farina - 1 1/2 tazze di sale - 1 1/2 tazze d’acqua
Ingredienti #5: Indicazioni: Questa ricetta è leggermente diversa dalle altre e va composta in questo modo: mescolate tutti gli ingredienti meno la farina, poi, lentamente, incorporare la farina (mescolando bene ogni volta). Impastate pasta finché non sarà completamente liscia.Ingredienti: 2 tazze di farina - 1 tazza di sale - 1 1/4 tazza di acqua - 1 cucchiaio di olio vegetale

Preparazione: Mescolate sempre prima gli ingredienti secchi per aggiungere successivamente l’acqua. Impastate per circa 10 minuti così da formare una palla rigida di pasta. Se l’impasto è appiccicoso o la palla si lascia andare a riposo, aggiungete altra farina. Se è troppo friabile, aggiungete un cucchiaio di acqua alla volta fino a quando otterrete la giusta consistenza. Dopo la modellatura della pasta lasciate riposare il vostro prodotto finale per circa 24 ore.

Cottura: Lasciate asciugare la pasta per 24 ore in un posto asciutto e se possibile con sole battente. Posizionate in una teglia il vostro prodotto ornamentale e mettete in forno per 3-4 ore a temperatura di 100 °, Togliete da forno e lasciate riposare.


Glassatura: dopo la cottura, passare alla glassatura. Spennellare l'oggetto con il tuorlo d'uovo sbattuto con un cucchiaio di acqua; questo impedirà all'oggetto di assorbire umidità.Infornatelo per altri 30 minuti e passateci sopra due mani di vernice trasparente.


Il secondo corrisponde all'uso di pasta di mais, a mio avviso, preferibile in quanto non teme l'umidità, non deve cuocere in formo, è molto liscia, resistente e duratura.

Ingredienti: 1 tazza di maizena; 1 tazza di colla vinilica; 1 cucchiaio di olio di vasellina (se non lo avete in casa potete usare anche quello di mais);  1 cucchiaino di succo di limone o qualche goccia di essenza.  Consiglio di usare come "unità di misura" il vasetto dello yogurt: possiamo buttarlo via senza occuparci di pulirlo dalla colla!

Preparazione: Mettete in un pentolino antiaderente (che poi non utilizzerete più per cucinare) tutti gli ingredienti: fate cuocere a fuoco molto basso per qualche minuto, mescolando bene con un cucchiaio di legno.  La pasta è cotta quando si stacca da sola dalle pareti.  A questo punto togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.  A questo punto, impastatela con le mani per qualche minuto, fino a quando la pasta non assume un aspetto elastico.
Impastate con le mani per qualche minuto, fino a che la pasta non ha un aspetto elastico.
Avvolgere bene la pasta nella pellicola trasparente.
Può essere conservata a temperatura ambiente, ponendola in un sacchetto di plastica.


Essiccazione: la pasta modellata asciuga all'aria e non è necessaria la cottura.

E una volta creata l'impronta?  Beh spazio alla fantasia. 
Si possono fare delle calamite (sicuramente saranno uniche!), oppure un portachiavi, oppure un quadretto....